MANDURIA


Stemma      Abitanti: 31.453
Superficie:  kmq
Densità: /kmq
Altitudine: 79 mt s.l.m.
Abitanti: Manduriani

Cenni storici

Vicolo del centro storicoFu uno dei principali centri messapici, come ancora testimoniano i resti delle poderose costruzioni difensive. Nel 338 a.C. fu invano assediata dai Tarantini, con l’aiuto di Archidemo, re di Sparta, che rimase ucciso sotto le sue mura. Conquistata dai Romani nella prima metà del sec. III, Manduria fu presa dai Cartaginesi di Annibale nel 212 a.C. e tre anni più tardi fu espugnata dal console Quinto Fabio Massimo, che la saccheggiò traendone 3000 prigionieri e grande bottino. La città risorse ben presto e godette di grande floridezza durante il periodo imperiale. Devastata dai Goti nel 542 a.C., di Longobardi nel 568 d.C., la vecchia Manduria fu completamente distrutta nel 924 d.C. da un’incursione Saracena. Gli abitanti superstiti si rifugiarono dapprima a Filline, quindi diedero vita ad un nuovo agglomerato che si trova citato, nel 1090, con il nome di "Casalnuovo": da prima feudo dei signori locali, esso fu acquistato nel 1493 da Giovanni Antonio Orsini e nel 1536 fu annesso al Marchesato di Oria tenuto dalla famiglia Bonifacio.

Nel 1572 il feudo passò agli Imperiali, che ne conservarono il possesso fino al 1785.
Nel 1789, con decreto di Ferdinando IV, il borgo assunse l’antico nome di Manduria; nel 1895 gli fu conferito il titolo di città.

Palazzi storici

  • Palazzo Imperiali

Palazzo ImperialiCostruito nel 1719 dal principe Michele Imperiali sui resti di un castello normanno. Presenta un grandioso portale fiancheggiato da colonne e una balconata a mensoloni con ringhiera di ferro, dal colore bruno, che attraversa l'intera facciata.

Di notevole eleganza il cortile, occupato da due poderose scale a loggiato. All'interno vi sono opere d'arte dei secoli XVII, XVIII e XIX, attribuibili all'artista locale Filotico e alla scuola napoletana.



Chiese

  • Duomo (dedicata a San Gregorio Magno)

Da un lato mostra arcaismi quasi medievali, dall'altro una persistenza di forme veneto-dalmate in pieno '600. Infatti la costruzione, iniziata alla fine del XV secolo, fu terminata solo nei primi anni del sec. XVII. La facciata veneto-dalmata è tipica per il coronamento ad archi inflessi nella parte centrale, ed è adorna di una grande rosa e di tre portali rinascimentali; di essi èDuomo particolarmente notevole quello mediano dovuto, secondo una iscrizione, a Raimondo da Francavilla (1532), con candelieri finemente scolpiti a bassorilievi nella lunetta (Trinità degli Angeli) e nei pennacchi (Annunciazione). Al fianco destro si leva il campanile romanico-gotico, a monofore e bifore a sesto acuto, decorato da numerosi mascheroni provenienti forse da antichi tempi locali. Notevole l'abside seicentesca, a due ordini di colonnine.

L'elegante interno, completamente restaurato nel 1938 è a tre navate divise da colonne con pregevoli capitelli rinascimentali alternativamente decorati da delfini e da teste umane reggenti archi a sesto acuto e a pieno centro. All'inizio della navata destra vi è la vasca battesimale con le figure di Cristo e degli Apostoli (1534). Bel pulpito di noce intagliato (1608), retto da cariatidi. Nell'abside poligonale, dodici statue di Santi in pietra leccese sono collocate entro una grandiosa cornice architettonica; vi è inoltre, un'opera seicentesca di gusto rinascimentale di Placido Buffelli. Nel '700, alle navate laterali furono aggiunti due cappelloni barocchi: in quello di destra sono esposte cinque grandi tele con storie di San Gregorio, opere di Pasquale Bianchi e Vincenzo Filotico; in quello di sinistra vi sono quattro tele (Annunciazione, Natività, Resurrezione e Ascensione) degli stessi, e l'Ultima cena, attribuita al Solimena.

 

Mura megalitiche

A nord-est dell'abitato, sorgono gli avanzi delle ciclopiche mura messapiche, che 2500 anni orsono, circondavano la città, facendo di essa uno dei più potenti centri della regione. Si tratta di una triplice cerchia, con porte, di cui la maggiore con un perimetro di mt. 5500. La più antica, quella interna, (probabilmente del sec. V a.C.), è costituita da grossi blocchi irregolari della lunghezza di circa 2 mt. Originariamente era preceduta da un fossato, interrato in epoca antica e recentemente riscavato in alcuni tratti.

La cerchia mediana è in questa parte impostata nel fossato della prima cerchia, sicché nel suo elevato rinforzava, regolarizzandole, le mura più antiche, mentre in altri tratti se ne distaccava per ampliare il perimetro urbano. Questa cerchia di mura, formata da blocchi molto regolari e di perfetta fattura, risale al sec. IV a. C.: sono queste le mura sotto le quali morì, nel 338 a.C. Archidemo, re di Sparta, mentre tentava di espugnare la città.

La terza cerchia, più esterna, si presenta più poderosa, della larghezza di mt. 5,50, ed è composta da due possenti cortine a grossi blocchi regolari, con l'intercapedine riempita di materiale eterogeneo. Tra la seconda e la terza cerchia di mura fu costruita una strada di arroccamento, di cui sono ancora visibili i segni delle carreggiate. All'esterno della prima muraglia sono presenti anche numerose tombe scavate nel sabbione calcareo conchiglifero, che fanno parte di una vasta zona di necropoli, tagliata dalla costruzione dell'ultima cerchia di mura. Verso ovest è visibile anche un sottopassaggio che, con una scala tagliata nella roccia, portava dall'interno della città al fossato.

Oltrepassando le mura si ha la visione maestosa del fossato e della muraglia, che raggiunge qui i 7 mt. di altezza. Esternamente è Mura megalitichestata messa in luce un'estesa necropoli, con centinaia di tombe scavate nella roccia, lungo il percorso di antiche strade, perfettamente riconoscibili. Vi si sono ritrovate numerose suppellettili (soprattutto vasi geometrici locali, molti del tipo a trozzella, ceramica di Gnathia verniciata di nero con sovradipinture in bianco, rosso e paonazzo e bronzi, custoditi nel Museo Nazionale di Taranto), generalmente del III sec. a.C. Proseguendo verso ovest, lungo il fossato e la grande muraglia, un'altra piccola zona di necropoli: alcune tombe sono decorate con fasce dipinte. Nei pressi vi è un'altra zona di necropoli e una triplice porta antica: da cui si dipartivano due strade in direzioni diverse, e due porte nel circuito più recente, in corrispondenza delle due strade. Il fossato non è scavato in corrispondenza delle porte; si notano anche scale di discesa nel fossato e delle tombe di età precedente. Proseguendo a piedi verso est, tra le due cerchia di mura, si arriva a un'altra duplice porta; quella della prima cerchia è ancora ben conservata nei suoi stipiti, mentre quella della cerchia esterna aveva una poderosa torre di difesa attorno alla quale girava il fossato. Lungo l'antica strada, verso l'esterno della città, c'è un'altra zona di necropoli, con tombe anche di grandissime dimensioni, coperte da lastroni di pietra. All'incrocio con le mura, è conservato un tratto della seconda cerchia, in blocchi molto regolari, mentre della cerchia esterna è evidente solo il grande fossato, riempito in parte dai grandi blocchi crollati dalle mura. Si ha, quindi, un'altra porta su un'antica strada che andava verso Lecce, poco a sud dell'attuale strada statale, e una zona di necropoli allineata lungo la strada antica. Più avanti, nel tratto in cui la seconda cerchia è meglio conservata in altezza è una torre di difesa quadrata. Anche in questa zona vi sono due sottopassaggi dall'interno della città al fossato.

 

Fonte Pliniano

Chiamato così perché ricordato da Plinio il Vecchio con "Lacus Manduriae". Nel fonte di Plinio l'acqua si mantiene sempre alloFonte di Plinio stesso livello. Gli antichi e recenti archeologi ritengono il fonte un sacro delubro nel quale si venerava il Genio del luogo. La fontana è di pianta ottagonale, sormontata da una muratura moderna rotonda. L'acqua, di tipo oligominerale, sgorga continua in una piccola vaschetta adiacente. La sistemazione è certamente pre-romana, ed è possibile che vi si debba riconoscere una grotta sacra a una divinità delle acque. Il livello, sempre costante dell'acqua è ottenuto con una vasca di raccolta delle acque sorgive situata in un ambiente adiacente.