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AVETRANA
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Abitanti: 8.442
Superficie: 73,25 kmq
Densità: 115/kmq
Altitudine: 62 mt s.l.m.
Abitanti: Avetranesi |
Cenni storici
I primi insediamenti umani si hanno in epoca preistorica
e ritrovamenti archeologici ci testimoniano dellesistenza
di comunità evolute intorno al II° e I° sec. a.C. 
Labitato trae origine dal casale Santa Maria
della Vetrana intorno IX° secolo durante la guerra greco-gotica.
Nel 1528 ebbe luogo, presso Avetrana, una battaglia fra le truppe
francesi e spagnole. Successivamente il paese divenne feudo degli
Albrizio.
Alcune fonti storiche del 1700 ci narrano di un
territorio che, in prossimità del mare presentava una depressione
che in periodo estivo si trasformava in salina, da cui gli abitanti
del comune di Avetrana ne traevano ricchezza andando a cavare il
sale che volgarmente veniva chiamato "farinella" perché
raschiato dalla parte superficiale dei depositi.
Le numerose masserie presenti nel territorio furono
allinizio del secolo il perno delleconomia locale.
Ai giorni nostri il comune persegue lo sviluppo
di attività agro-industriali. Lattività olivicola è quella
che più caratterizza leconomia locale, specialmente negli
ultimi anni ha visto una maggiore specializzazione della coltura,
nel rinfittimento degli oliveti tradizionali e dei nuovi impianti
con nuove coltivazioni più produttive.
Palazzi storici
Il castello fu costruito probabilmente dal locale
feudatario Barone Iserio, verso la fine del XIV secolo sulle fortificazioni
preesistenti del casale medievale di S. Maria della Vetrana che,
secondo il Morciano e l'Albanese, gli abitanti di Oria avevano eretto
a guardia del confine del loro feudo sulle rovine di preesistenti
casali.
Un imponente mastio parallelepipedo domina il complesso. Su ciascuno
dei suoi lati si aprono balestriere, saettiere e feritoie in eguale
numero. Nella parte più alta presenta una fascia decorativa di blocchi
alternati alcuni piani altri bugnati. Accanto ad esso si elevano
due torri più piccole pure quadrangolari collegate da una cortina.
A Nord del mastio sorge un torrione cilindrico casamattato
con cornicione aggettante a beccatelli e cordone marcapiano a metà
della sua altezza. Uno scalone sei o settecentesco conduce al piano
superiore. Un fossato circonda su tre lati il complesso.
Nel 1353 il feudo di Avetrana fu dato in dono a
Pietro Tocco per i suoi meriti presso il Governo angioino. Indi
passò ai De Roho, ai Montefusco, ai De Hugat, ai Dentice e ai Pagano.
Nel 1583 fu ceduto agli Albrizi col titolo di Principato; nel 1656
passò a Giuseppe Romano dal quale nel 1738 lo acquistarono gli Imperiali
che riattarono e abbellirono l'antico castello.
In seguito divenne proprietà di altre famiglie. Da ultimo passò
ai Cazzolla, ai Saravalle ed ai Rodio.
Attualmente esso consta di due complessi distinti.
Infatti al castello più antico fu aggiunta una residenza dall'ampio
cortile quadrangolare con loggia e porticato, in cui i motivi secenteschi
si alternano a quelli neoclassici.
Chiese
- Chiesa Matrice (dedicata a San Giovanni Battista)
La chiesa si presenta
a tre navate, larga 22 metri e lunga 32. La navata centrale, con
l'Altare Maggiore e ai due lati, dentro due nicchie, le statue di
S. Giovanni Battista e di S. Giuseppe, presenta sui pilastri laterali
degli stucchi settecenteschi con foglie d'acanto, collegati fra
loro da un ampio cordolo in tufo con teste di putti incastonate.
Sul lato destro vi sono: la cappella
del SS. Sacramento, con ai lati una tela raffigurante la Pietà e
un'altra rappresentante S. Gioacchino con S. Anna e S. Maria; la
cappella del SS. Rosario, con l'antica statua dentro la nicchia
coperta da una tela della Vergine del Rosario, quella di S. Antonio
di Padova con la sua statua e, in ultimo, quella di S. Biagio, anch'essa
con la sua statua in gesso.
Sul lato sinistro vi sono: la cappella
dell'Immacolata con la sua statua in cartapesta e, sotto l'altare,
la statua di Cristo morto; la cappella della Madonna del Carmelo
con quadro in tela raffigurante la Vergine col Bambino, che soccorre
le anime del Purgatorio; quella del S. Cuore con statua e, in ultimo
quella dell'Addolorata, anch'essa con la sua statua.
Su questo lato, nella navata centrale,
incastonato tra la prima e la seconda campata, vi è un Pulpito in
noce di pregevole valore, risalente alla seconda metà del sec. XVII.
Nell'abside, dietro l'Altare Maggiore,
sulla volta è dipinta una artistica immagine di S. Giovanni Battista
mentre battezza il Cristo e, sulla parete centrale, un'altra rappresentante
il Redentore.
Un po' più giù vi è un organo a mantice
con cantoria, costruito intorno al 1670-80 con le elemosine dei
fedeli per maggior gloria di Dio e decoro della Chiesa. Questo organo
è da recuperare e riproporre nella sua integrità all'attenzione
del popolo. Già una prima volta è stato ristrutturato e rimesso
a nuovo, nel 1785, da Nicola Mancini di Napoli ed utilizzato fino
a tutta la metà di questo secolo.
Al di sotto dell'organo, collocato nell'abside,
vi è il pezzo più artistico e pregevole che la chiesa matrice di
Avetrana possiede: il coro.
Civiltà
rupestre
Ivi sono state rinvenute ceramiche dipinte e materiali
del sub appenninico e delletà del ferro.
Ubicata poco più a monte della Grotta di San Martino,
lungo la sponda orografica sinistra del Canale, è di difficile individuazione
a causa della folta vegetazione che ne maschera ampiamente l'imbocco.
Analogamente all'altra cavità situata lungo le sponde
del Canale di San Martino, anche questa grotta costituisce il relitto
fossile di una sorgente carsica d'intestrato scavata nelle Calcareniti
del Salento.
Il modesto imbocco, interessato parzialmente da
fenomeni di crollo della volta, immette in una caverna dalla pianta
grosso modo circolare che porta, tramite un basso pertugio, in un
ambiente terminale che non presenta ulteriori prosecuzioni. Riempimenti
prevalentemente terrigeni si rinvengono in tutta la cavità.
Sebbene questa grotta rappresenti la forma carsica
più modesta di Avetrana, resta innegabile la sua importanza culturale
per aver, anch'essa conservato tracce di frequentazione umana preistorica.
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